Di seguito testo e significato di Naturale, Leo Gassmann – Sanremo 2026.
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Testo originale, significato e morale di Canzoni Tradotte
Stella che
Non piange mai
Nemmeno
Quando è sola
Mi scivolava
Tra le mani
Come dalla bocca
Una parola
Non so fare
Le valigie
E lei
Vuole partire
Io che sognavo
Strade aperte
Tra le gallerie
Volevo una
Casa francese
Sulle Tuileries
Ma lei odiava
I quadri
E le piramidi
E noi
Ci siamo trovati
Lasciati
Poi ritrovati
Con altri
Riempiti di baci
Che mi
Sembravano schiaffi
E non ne
Vale la pena
Ma non vale
Ma non vale
Ma non vale
Se ora mi guardi
Con quegli
Occhi lucidi
E mi macchi
La felpa
Con il nero
Dell’eyeliner
Tu che
Sei più bella
Al naturale
Se ci rivedremo
Tra vent’anni
Avremo ancora
Voglia di spaccarci
Il cuore a metà
Ma la verità è che
Fare la pace
Alla fine è
Più naturale
Stella che
Non piange mai
O almeno
Non con me
Ma abbiam passato
Cinque estati
In motorino
Tra i semafori
E i tram
Che Roma
Ad agosto
Sembra l’Antartide
Una cartolina
Senza immagine
E quanto amavo
Le sue
Guance pallide
Non arrossivano
Mai
E noi
Ci siamo trovati
Lasciati
Poi ritrovati
Con altri
Riempiti di baci
Che mi
Sembravano schiaffi
E non
Ma non vale
Se ora mi guardi
Con quegli
Occhi lucidi
E mi macchi
La felpa
Con il nero
Dell’eyeliner
Tu che
Sei più bella
Al naturale
Se ci rivedremo
Tra vent’anni
Avremo ancora
Voglia di spaccarci
Il cuore a metà
Ma la verità è che
Fare la pace
Alla fine è
Più naturale
Stella
Adesso piange
Con le amiche
E con sua madre
Con gli sconosciuti
Per strada
E con il suo cane
Che ci
Siamo fatti
Così male
Così male
Così male
Così
Senza volerlo
Ma non vale
Se ora mi guardi
Con quegli
Occhi lucidi
E mi macchi
La felpa
Con il nero
Dell’eyeliner
Tu che
Sei più bella
Ma non vale se
Ora mi manchi
Ma non vale se
Se ci ritroveremo
Tra vent’anni
A fare l’amore
Che in fondo è
Più naturale
Naturale, Leo Gassmann - Significato
“Naturale” di Leo Gassmann partecipa al Festival di Sanremo 2026.
Il significato:
“Naturale” di Leo Gassmann racconta la fine di un amore lungo e intenso, vissuto come un’altalena di emozioni contrastanti.
La relazione è stata costruita di passione, ritorni e ferite, di baci che sembravano “schiaffi”, segno di un legame profondo ma tormentato. Il protagonista riconosce che lasciarsi è doloroso, soprattutto quando gli sguardi e le lacrime riaccendono ciò che si sta cercando di chiudere.
Nel brano però non c’è solo malinconia: c’è anche l’idea che dirsi addio possa trasformarsi in un “arrivederci”. L’immaginare un incontro tra vent’anni apre alla speranza che il tempo possa lenire le ferite e restituire serenità.
Il titolo suggerisce che fare pace, con l’altro e con sé stessi, sia la cosa più “naturale”, perché anche le storie finite possono lasciare qualcosa di buono. E il futuro, nonostante tutto, resta uno spazio di possibilità.
La morale:
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