Morto Wayne Perkins: indimenticabile per rock e reggae

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Morto Wayne Perkins: un grande session man

Wayne Perkins, noto chitarrista americano, è morto lunedì 16 marzo all’età di 74 anni a causa di un ictus.

La sua carriera lo ha visto collaborare con artisti del calibro di Joni Mitchell, Rolling Stones e Bob Marley, lasciando un’impronta indelebile nella musica rock e reggae.

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Perkins: “Se fossi entrato nei Rolling Stones”

Nel 1975, Perkins ha avuto l’opportunità di unirsi ai Rolling Stones come possibile sostituto di Mick Taylor, raccomandato da Eric Clapton.

Durante le registrazioni di Black and Blue a Monaco di Baviera, il chitarrista ha dichiarato: “È sempre stato uno dei miei obiettivi suonare la chitarra con le più grandi rock band del mondo”.

Nonostante il suo talento, la band alla fine scelse l’inglese Ronnie Wood. Perkins ha comunque lasciato il segno, incidendo la parte di slide in Fool to Cry e suonando in brani come Memory Motel e Hand of Fate.

La sua carriera come session man è iniziata nel 1973, quando è stato invitato da Chris Blackwell a suonare con Bob Marley e i Wailers. La sua presenza è riconoscibile in brani come Concrete Jungle e Stir It Up.

Perkins ha continuato a suonare negli anni ’80 e ’90, nonostante le trasformazioni dell’industria musicale. Se fosse entrato nei Rolling Stones, ha ironizzato Wayne Perkins nel 2009, “a quest’ora sarei probabilmente un milionario morto”.

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